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PRODOTTI DAGLI SQUALIGli squali sono utilizzati commercialmente ?
Dagli squali si ricavano molti prodotti, alcuni di grande utilità, altri di dubbia efficacia, spinti esclusivamente da avidi interessi. E, proprio perché dagli squali si ricavano molti prodotti, la pesca agli squali si svolge in tutto il mondo e dovrebbe essere controllata ovunque, in modo da non distruggere le popolazioni. Per impedire la distruzione di questa importante risorsa naturale, la pesca agli squali va controllata secondo criteri rigorosi, ma soprattutto diversi da quelli validi per altri pesci. Infatti i lunghi tempi di gestazione tipici di questi animali e la loro ritardata maturità sessuale, (vedi anche " Il sesso") rendono problematico - o addirittura impossibile - il recupero delle popolazioni sottoposte a uno sfruttamento intenso.Quali prodotti si ricavano dagli squali?
Dagli squali si ricava principalmente la carne , che si mangia fresca, salata, essiccata, affumicata. In Europa, l'Italia è il più grande consumatore europeo di carne di squalo; i nomi più diffusi di squali presenti sui nostri mercati sono: palombo, smeriglio, gattuccio, cagnetto, vitello di mare, asià, nocciolo. Molto del bacalhau (baccalà) che si mangia alle Azzorre e in molte ex-colonie africane del Portogallo è prodotto con carne di squalo; in Inghilterra il fish and chips (pesce fritto e patatine) è a base di carne di squalo.La pelle degli squali, grazie alla presenza dei durissimi dentelli (vedi anche "Forma e movimento"), può essere impiegata come "carta" abrasiva; un tempo era assai diffusa per levigare e smerigliare (il nome comune dello squalo Lamna nasus è smeriglio.) Ancora oggi la pelle viene utilizzata in ebanisteria per levigare e rifinire oggetti artigianali in legno. Oppure si possono sciogliere chimicamente i dentelli e trasformare la pelle in un buon cuoio per scarpe, borse, cinturini.
Dal fegato si ricava un olio ricco di vitamina A, di squalene e dei suoi derivati. Questi prodotti sono impiegati nell'industria farmaceutica e cosmetica, per cicatrizzare le ferite, per nutrire la pelle, per "sciogliere" il colesterolo. Un tempo, l'olio estratto dal fegato era largamente usato anche per le lampade e come lubrificante, ma oggi è sostituito da prodotti più economici, di sintesi o derivati dal petrolio; anche la vitamina A prodotta in laboratorio è meno costosa di quella estratta dagli squali.
Le cornee degli occhi degli squali sonomolto resistenti ai cambiamenti osmotici, cioè non si gonfiano d'acqua, né si asciugano, quando sono messe in soluzioni saline a diverse concentrazioni; per questa proprietà sono oggetto di sperimentazione come sostituti delle cornee umane.
Dal sangue degli squali si estraggono sostanze simili all'eparina (con proprietà anticoagulanti) che le rendono adatte nella prevenzione di molte malattie cardiovascolari.
Le carcasse degli squali possono essere essiccate e ridotte in farina di pesce e fertilizzanti. Dalla cartilagine che compone lo scheletro degli squali si estrae la condroitina, utilizzata come integratore nei soggetti affetti da artrosi e anche per curare le ustioni e altre malattie della pelle.E' vero che le pinne sono tanto prelibate?
Grazie al loro elevato contenuto di cartilagine le pinne, pressoché insapori, sono usate in una tradizionale zuppa cinese a base di brodo di verdure e pollo per conferire la caratteristica collosità tanto apprezzata nella cucina orientale. Purtroppo le pinne costituiscono la minima parte di tutto il corpo di uno squalo e quindi questa zuppa ha un prezzo molto elevato ed è diventata uno "status symbol", un modo per ostentare la propria ricchezza. Così, soprattutto nei paesi orientali, gli squali vengono privati delle pinne e rigettati in mare, spesso ancora vivi e destinati a una morte tanto più orrenda quanto più inutile, considerato il miope spreco di preziose proteine animali contenute in tutta la carne che, non utilizzata, viene gettata via.E vero che gli squali sono una fonte importante di antibiotici?
Nel 1992 dall'intestino dello spinarolo (Squalus acanthias) venne isolata una sostanza con proprietà antibatteriche, che fu chiamata squalamina. Poiché la farmacologia è sempre interessata ai nuovi antibiotici, si è studiata e scoperta la struttura chimica della squalamina, che appartiene agli amminosteroli, una classe di molecole presenti in natura e farmacologicamente attive. Ciò ha consentito gi giungere nel 1997 alla sintesi in laboratorio della squalamina e di altre sostanze simili, che distruggono i batteri rovinandone la membrana. Dunque non è più necessario e non è più vantaggioso nemmeno dal punto di vista economico estrarre la squalamina dagli animali .
CARTILAGINE E CANCRO
E' vero che la cartilagine di squalo combatte il cancro?
Gli studi sugli effetti curativi della cartilagine di squalo - ancora preliminari - rappresentano l'evoluzione delle ricerche iniziate molti decenni fa sulla cartilagine bovina. Queste ricerche si basano sull'osservazione che, mentre i tumori stimolano la neoangiogenesi, ossia la formazione di nuovi vasi sanguigni dai quali attingere nutrimento, gli estratti di cartilagine frenano la formazione di nuovi vasi sanguigni. (Quindi una sostanza che limita l'angiogenesi ostacola la crescita del tumore, privandolo del nutrimento.) Gli effetti farmacologici della cartilagine bovina e di quella di squalo sono del tutto simili: nei vitelli però la quantità di cartilagine è molto piccola, mentre negli squali è molto elevata - fino al 6% del peso totale nello squalo elefante.
Esperimenti effettuati applicando estratti di cartilagine di squalo direttamente agli occhi di conigli con tumori alla cornea hanno mostrato che lo sviluppo dei vasi sanguigni viene inibito significativamente e la crescita del tumore rallenta. Tuttavia non vi sono prove che nelle pillole di cartilagine di squalo assunte per bocca contenga sia presente una sufficiente quantità di sostanze attive, né che queste riescano a raggiungere l'area malata. Uno studio condotto su 60 pazienti nell'Illinois - pubblicato nel 1997 su Medical Tribune - mostra che non vi è stato alcun beneficio in pazienti malati di varie forme di cancro e curati con pillole di cartilagine di squalo. Al contrario, l'assunzione grandi quantità di cartilagine ha provocato in molti malati anche fastidiosi effetti collaterali, come nausea e vomito. Purtroppo una pubblicità ingannevole e disonesta sta convincendo sempre più persone a mangiare costosissime pillole di cartilagine di squalo come cura per tutti i mali del mondo. Così per la cartilagine di squalo si sta diffondendo un mercato immorale, che vanta per questa sostanza proprietà magiche e irreali e carpisce la fiducia degli acquirenti. Oramai anche nel nostro paese è sempre più facile trovare nei negozi di erboristeria (sic!) pillole di cartilagine di squalo, importate da paesi del terzo mondo dove la povertà induce la popolazione a cacciare gli squali per venderne a bassissimo costo la cartilagine, trasformata poi dagli importatori in una "polvere d'oro" che, una volta compressa in pillole ed elegantemente confezionata, garantisce guadagni smisurati. L'unica proprietà che la cartilagine di squalo tritata e ridotta in pillole ha sinora dimostrato è infatti quella di far arricchire velocemente produttori e commercianti senza scrupoli, che incentivano lo sterminio di intere popolazioni di squali nei mari di tutto il mondo per il proprio esclusivo vantaggio economico, privando per sempre l'umanità di future risorse preziose (vedi anche "Pesca e Conservazione").E' vero che gli squali non hanno mai il cancro?
NO. Non è vero. E' vero che, tra gli squali pescati, sono pochissimi quelli nei quali sono stati osservati tumori benigni o maligni. Ma ciò semplicemente può dipendere dal fatto che è rarissimo imbattersi in uno squalo malato, che ha poche probabilità di sopravvivere e di essere pescato prima di morire. Certo, si può anche ipotizzare una particolare (ma per ora indimostrata) resistenza degli squali ai tumori, ma questa supposizione resta perora solo una supposizione, non confermata né smentita da prove scientifiche.Nel frattempo dunque è saggio impedire che gli squali vengano stupidamente sterminati, magari solo per tagliare loro le pinne per una costosa zuppa cinese, o per la vanità di un pescatore di scattare una foto accanto a uno squalo ucciso, o per tritarne la cartilagine in pillole di dubbia efficacia.
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