Dossier squali

 

FORMA E MOVIMENTO
 
Osservando il movimento degli squali, si resta affascinati dalla grazia e dall'eleganza dei movimenti, che si compiono fluidi, senza sforzo.

La forma
La caratteristica forma di uno "squalo-tipo" si riconosce subito. Il corpo affusolato, di grande efficienza idrodinamica, è un'efficientissima "macchina" composta da un'estremità anteriore affilata (il muso), un robusto motore (la parte posteriore del tronco e la coda) e una serie di alettoni stabilizzatori (le pinne).

Le pinne
Tutti gli squali hanno diverse pinne. La pinna caudale -o coda- fornisce la spinta in avanti, con una leggera componente verso il basso; la grande pinna dorsale eretta (a volte le dorsali sono due) stabilizza il rollio; a ciò contribuisce anche la pinna anale, quando presente. Le due pinne pettorali e le due ventrali sono importanti sia nel correggere verso l'alto la spinta della coda, sia nel ridurre lo sforzo necessario per sostenere il peso dello squalo nell'acqua (sono una superficie portante che, come le ali degli aerei, serve per "appoggiarsi" sull'acqua).

La coda è eterocerca in quanto la colonna vertebrale prosegue nel lobo superiore della coda (vedi anche la parte Introduzione).

Di solito la coda è asimmetrica perché il lobo superiore è più sviluppato di quello inferiore. Nelle specie che vivono sul fondo - come i gattucci o lo squalo nutrice - il lobo inferiore è ridottissimo, pressoché assente; nello squalo volpe, che vive in mare aperto e usa la lunga coda per stordire i pesci dei quali si ciba, il lobo superiore è grandissimo, lungo quasi quanto tutto il resto del corpo.

Invece nei grandi nuotatori (squalo bianco, squalo elefante, smeriglio, mako) la coda è simmetrica, a mezzaluna, con i due lobi pressoché uguali.

E' vero che gli squali non indietreggiano mai?
Le pinne degli squali sono rigide e non possono essere ruotate né ripiegate, quindi sono poco utili nelle manovre per frenare e cambiare rotta; dunque il vero motivo per il quale gli squali non indietreggiano è che semplicemente non possiedono strutture per fare marcia indietro.

La testa
La maggior parte degli squali ha il muso appuntito, utile nel fendere l'acqua controllando il flusso turbolento generato dal nuoto. In alcuni casi particolari (squali martello)Squalo martello la testa, molto allargata lateralmente a formare due "ali" contribuisce a sostenere il peso dello squalo nell'acqua. Infatti gli squali martello hanno le pinne pettorali più corte di altre specie, relativamente alle dimensioni globali dell'animale.

La superficie cutanea
Osservando la pelle degli squali, anche a piccolo ingrandimento, con uno stereo microscopio o con un microscopio elettronico a scansione, si può vedere la struttura delle piccole scaglie (i dentelli) che la rivestono. I dentelli presentano molte creste longitudinali, disposte in modo da favorire l'avanzamento del corpo in acqua influenzando i moti turbolenti e i flussi laminari del fluido. La pelle degli squali è dunque analoga a quelle strutture definite "superfici a riblets", tanto importanti e studiate nella dinamica dei fluidi e utilizzate per rivestire la superficie di aerei superveloci o delle parti immerse di barche da regata.

Il galleggiamento
Gli squali non hanno un organo di galleggiamento pieno d'aria paragonabile alla vescica natatoria dei pesci (o al giubbetto dei subacquei, o alle casse dei sommergibili). Hanno comunque un sistema per ridurre il peso specifico: il fegato, che rappresenta circa un quarto del peso corporeo, contiene una grande quantità di sostanze oleose. Un animale acquatico che utilizzi olio anziché aria per favorire il galleggiamento possiede un notevole vantaggio: può risalire e scendere molto velocemente nelle profondità marine senza correre il rischio di esplodere o di implodere dato che l'olio è un liquido, dunque incomprimibile..

Le dimensioni del fegato sono proporzionate al tipo di vita delle diverse specie di squali: in quelli che vivono sul fondo il fegato è notevolmente più piccolo rispetto alle specie che vivono a mezz'acqua; negli squali che trascorrono molto tempo in superficie, come lo squalo elefante, il fegato è enorme e occupa il 90% della cavità addominale.

 

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