Dossier squali

 

GLI ORGANI DI SENSO

E' vero che gli squali possiedono "il sesto senso"?
Pochi animali probabilmente possiedono una così ampia gamma di sofisticati meccanismi sensoriali, come gli squali.

Una serie di organi sensibilissimi, localizzati sulla testa, sul muso e lungo i fianchi degli squali, agiscono in modo coordinato e consentono di orientarsi, di navigare, di localizzare una preda, di percepire la presenza dei propri simili, di altri animali, di ostacoli, di pericoli, già a grande distanza.

A titolo esemplificativo è interessante vedere come uno squalo, a mano a mano che percepisce la presenza di un probabile "pasto", usi gli organi di senso per una localizzazione sempre più precisa....

Già a  chilometri di distanza gli squali possono cominciare a sentire la preda grazie all'udito
Poiché permette agli squali di riconoscere un rumore nell'acqua a chilometri di distanza, l'udito è molto importante per la ricerca del cibo. Il loro udito è sensibile a vibrazioni di bassa frequenza, come quelle emesse in natura da un pesce ferito o dai movimenti disordinati di animali in difficoltà. (Gli animali feriti o in difficoltà sono il cibo "prediletto" dei predatori, semplicemente perché sono facili da catturare.)

Gli squali hanno le orecchie?
Esternamente le orecchie non sono visibili: in acqua infatti tutto quello che sporge dal corpo, come i padiglioni auricolari, è un impedimento per il nuoto (infatti in genere anche i mammiferi acquatici, come per esempio delfini e foche, ne sono sprovvisti). Nella testa degli squali non c'è nemmeno una piccola apertura corrispondente all'orecchio esterno; però subito sotto la pelle c'è l'orecchio interno, che ha una struttura molto simile a quello dell'uomo.



A parecchie centinaia di metri di distanza gli squali possono percepire l'odore della preda grazie all'olfatto.
L'organo dell'olfatto è molto sviluppato (nel cervello degli squali i lobi olfattivi sono molto grandi) e le narici servono solo a captare gli odori, mentre non sono utilizzate per la respirazione. L'acqua che entra nelle narici percorre un cammino obbligato passando su speciali cellule, che analizzano la presenza di sostanze odorose.Gli squali possono riconoscere la presenza di sostanze alimentari anche molto diluite, come 1 grammo di pesce in una tonnellata d'acqua, o una gocciolina di sangue in mille litri.

Come fanno a localizzare la fonte dell'odore?
Per riuscire a capire da quale direzione proviene l'odore, il cervello degli squali confronta le informazioni fornite dalla narice destra con quelle fornite dalla narice sinistra. Per "elaborare i dati" nel modo migliore gli squali nuotano a zig-zag risalendo la corrente odorosa emanata dalla preda. In alcune specie, come gli squali martello, questo nuoto sinuoso è particolarmente evidente perché le narici, situate alle estremità laterali del capo, sono molto distanti tra loro.

A 100 metri di distanza dalla preda gli squali possono percepirne i movimenti grazie all'organo della linea laterale.
Quest'organo è composto da una serie di canalini, disposti lungo i fianchi, contenenti cellule sensoriali che percepiscono ogni minimo movimento dell'acqua intorno al corpo (quindi ha una funzione paragonabile al nostro tatto). L'acqua intorno a uno squalo (o un altro pesce) si muove quando un oggetto o un altro animale si avvicina o si allontana, oppure quando è lo squalo che si avvicina o si allontana rispetto a un oggetto o a un altro animale. (Non dimentichiamo inoltre che è l'acqua stessa che conduce le vibrazioni prodotte dal suono; ossia un "rumore" consiste comunque in uno spostamento d'acqua).

Udito e linea laterale sono collegati tra loro?
Sì, e molto strettamente: infatti l'organo dell'udito e quello della linea laterale sono innervati dallo stesso nervo e forniscono informazioni coordinate.

E' un po' come quando noi utilizziamo insieme il tatto e l'udito, per esempio quando, sporgendoci dal finestrino di un'auto in movimento, riusciamo a sentire la pressione del vento sulla pelle e il suo sibilo nell'orecchio).

A qualche decina di metri di distanza, gli squali percepiscono forma e dimensioni della preda grazie alla vista.
Chiariamo subito un punto: gli squali non sono ciechi come spesso si sente dire; in ogni caso, anche se la vista non è il loro senso più sviluppato, ci vedono come moltri altri animali acquatici. Hanno occhi di solito piuttosto grandi, con il foro della pupilla che può restringersi o allargarsi per lasciare entrare più o meno luce (e in certi squali, come i gattucci, la pupilla è verticale, come nei gatti).

In realtà, anche per quanto riguarda la vista gli squali dimostrano il loro adattamento alla vita che conducono: in mare infatti non serve tanto una vista acutissima, quanto una buona capacità di vedere anche se l'acqua è torbida o se c'è poca luce. E in questa situazione gli squali vedono benissimo.

Gli squali vedono anche al buio?
Gli squali (e nessun altro animale) non possono VEDERE in assenza totale di luce. Certo, possono sfruttare al meglio un'intensità luminosa anche bassissima, ossia hanno una buona vista anche di notte o in profondità (riescono a vedere anche quando la luce ha un'intensità 10 volte minore di quella necessaria per noi). Possono farlo poiché il fondo dei loro occhi è rivestito di "specchi" che riflettono la scarsa luce delle profondità marine, amplificandola. Gli squali non sono gli unici animali a possedere questa struttura a specchi chiamata tapetum lucidum. Tutti gli animali con buona vista notturna, come i gatti, o i gufi, la possiedono: ecco perché, quando sono illuminati da una luce forte, come il flash di una macchina fotografica o i fari di un'auto, gli occhi dei gatti o dei gufi riflettono la luce proprio come specchi.

Gli squali vedono a colori o in bianco e nero?
Dipende dalle specie (ricordiamo che esistono circa 500 specie diverse di squali): alcune possiedono nella retina i coni, che sono le cellule che consentono di distinguere i colori; altre ne sono prive  e quindi vedono solo "in bianco e nero".

Perché a volte si vedono squali con gli occhi completamente bianchi?
Perché molti squali hanno 3 palpebre, anziché 2 come noi: la terza palpebra, che si chiama membrana nittitante, è bianca e può essere distesa a ricoprire completamente gli occhi, proteggendoli nelle situazioni pericolose. In alcune specie, sprovviste di membrana nittitante, gli occhi appaiono bianchi quando vengono rovesciati all'indietro.

Ormai siamo a pochi centimetri di distanza ma... la preda si è nascosta sotto la sabbia! In questa situazione gli squali localizzano la preda grazie al senso elettrico-magnetico.
Sul muso degli squali si vedono tanti forellini, distribuiti intorno alla bocca, alle narici, agli occhi e sopra il capo. Questi pori sono le aperture dei canali della linea laterale e delle ampolle del Lorenzini; l'insieme di questi organi dà la sensibilità elettro-magnetica, che consente di riconoscere i campi elettrici. Poiché tutti gli animali marini producono campi elettrici, gli squali possono individuare le prede anche quando non le vedono.

Il senso elettro-magnetico serve solo per cacciare?
Sicuramente no: forse serve anche per il riconoscimento intra-specifico e probabilmente è utilizzato durante le lunghe migrazioni transoceaniche, poiché lo squalo "sente" e utilizza il campo magnetico terrestre per orientarsi, proprio come se possedesse una bussola.

La sensibilità elettrica degli squali è la più acuta sinora conosciuta nel regno animale: il palombo è in grado di riconoscere un cambiamento di direzione dell'intensità di 5 miliardesimi di volt per centimetro!

Dopo aver catturato la preda, gli squali utilizzano il senso del gusto.
Gli squali possiedono nella bocca e nel faringe papille gustative simili alle nostre, quindi hanno un senso del gusto piuttosto sviluppato.

Alcuni squali, quando "assaggiano" un cibo per loro sgradevole, come il pesce chiamato sogliola di Mosé (Pardachirus marmoratus) o un estratto di cetrioli di mare, lo sputano spalancando la bocca. Su questa reazione si basano gli studi per mettere a punto un repellente anti-squalo per le persone che devono lavorare in acque popolate da squali.

Gli squali possono mangiare qualsiasi cosa?
E' solo una vecchia leggenda isolana quella che gli squali mangino di tutto, senza mostrare alcuna capacità di discriminazione; al contrario, in fatto di alimentazione gli squali sono molto meno tolleranti di parecchi altri animali, come ratti, gabbiani, cani e gatti randagi, tanto per citarne qualcuno.

La maggior parte degli squali sono definiti predatori opportunisti: significa che prediligono le prede la cui cattura sia più facile, ossia richieda un minor dispendio di energia; alcune specie però sembrano selettive per quello che riguarda il cibo, ossia mostrano una decisa preferenza per certe prede.

 

DOSSIER SQUALI
Introduzione: evoluzione e sistematica
Forma e movimento
L'alimentazione
Il sesso
Pesca e conservazione
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